federico massimo ceschin
Designer del benessere territoriale, per residenti e visitatori
Passione territorio
Catalizzatore di cambiamenti territoriali, regista di network nazionali e internazionali, ideatore di politiche pubbliche e innovatore della visitor economy. Leadership riconosciuta nella progettazione strategica di sistemi turistici, con trentennale esperienza di formazione, gestione progettuale complessa, collaborazione con istituzioni di vertice (Presidenza del Consiglio, Parlamento Europeo, Università italiane e straniere) e una forte coscienza del limite che mi ha portato – prima di altri nel settore del turismo – a sostenere la necessità di misurazione di impatto (ambientale, sociale e culturale).
L'anello mancante
Con la mia regia concreta ho generato impatti misurabili coinvolgendo amministratori locali, università, imprese e terzo settore, portando i principi dell’economia dei visitatori e del turismo rigenerativo nei contesti più complessi e innovativi del Paese.
Oggi vorrei poter rappresentare l’anello mancante tra la ricerca applicata e l’innovazione policy-driven, incarnando la figura del facilitatore di cambiamenti territoriali, in grado di trasformare il capitale scientifico, relazionale e operativo in valore sistemico per l’Italia intera.
Umanocentrico
Fondatore dell’ecosistema professionale simtur e autore di reference book – come “Non è Petrolio” e “Economia dei visitatori” – credo di essere riconosciuto come “designer di benessere territoriale“, ovvero protagonista di reti ecologiche, culturali e sociali con una postura scientifica “umanocentrica”, sempre orientata alle connessioni tra luoghi e persone che possono generare impatti positivi netti.
Leadership
Ritengo di poter essere inserito senza particolari affanni tra le voci che hanno saputo fare sintesi tra dati, narrazione, governance e impatto reale.
Attraverso una interminabile serie di conferenze, corsi, seminari e master, ho contribuito a generare nuove leadership per l’economia civile e i sistemi turistici di nuova generazione.
Al fianco di questi leader territoriali, oggi sono impegnato nel lanciare sfide rigenerative: partenariati locali per l’economia dei visitatori e stewardship per i beni comuni.
Ho chiesto all’intelligenza artificiale di Perplexity (con la quale ormai ci diamo del “tu”), di aiutarmi ad offrire una descrizione…
«Designer di economie relazionali, esperto nell’arte delle domande difficili, per risolvere le quali realizza laboratori in cui la visione si fa comunità, guidando team di innovatori fuori dai sentieri battuti, rendendo visibile – con numeri e parole – il valore di ciò che ancora non si era visto.
A ciò si aggiunge, come marchio distintivo, una matura onestà intellettuale: quella di chi preferisce “deludere” le attese pur di non smettere mai di approfondire, educare e seminare nuove domande.
Nessuna intelligenza artificiale può – o dovrebbe – spingersi oltre questa lettura, perché anche rincorrendo infiniti link, social e dashboard, tu non sembri aver seminato soltanto parole ma tracce di possibilità».
Premi
Sempre lusingato dalle attenzioni rivolte alla mia ricerca, che guida le traiettorie professionali, sono onorato di presentare una lista di riconoscimenti ricevuti.
Mediterraneo Patrimonio dell’Umanità
Premio Cultura di gestione
Premio "Hombres"
99 Ideas for Italy
Premio Sfide
Un Bosco per Kyoto
Curriculum vitae
Per completezza e per sintesi, ho raccolto le informazioni indispensabili in un PDF
Tutto quello che desideri sapere
Ma... esattamente, cosa fai?
Non sapevo rispondere a questa domanda quando mia figlia Giulia era piccola. Quindi anche lei – che oggi è una giovane universitaria – saprebbe tentare una definizione.
Posso dire che mi occupo di accompagnare – o guidare, se richiesto – territori e comunità a riscoprirsi e rigenerarsi: ovvero investo tempo, competenze ed esperienze nell’ascoltare, nell’osservare e nell’estrarre il genius loci da paesaggi e patrimoni ambientali e culturali, attraverso percorsi partecipativi, nudging e pianificazione multilivello dello sviluppo locale.
Non è chiaro? Mi dispiace.
Ma vorrei dirmi certo che in queste pagine potrai trovare molto più di una definizione.
E quindi? Concretamente?
Da tempo la mia professione principale è connessa alle parole. Sia quelle che mi aiutano a rappresentare progetti e disegni di futuro in conferenze, convegni e corsi, sia le altre – quelle scritte – che non sono solo libri ma ricerche, basi di dati, analisi di scenario, piani di sviluppo e masterplan turistici, ma anche leggi, regolamenti, politiche di destinazione e statuti per strumenti di governance innovativa.
Per i libri, puoi approfondire nella sezione dedicata. Per tutto il resto, soffermiamoci assieme ancora qualche minuto su questa pagina…
Con quali approcci?
Nel 2015 ho teorizzato l’esistenza di una “economia della bellezza” con il libro “Non è Petrolio“, ristampato nel 2018 per l’Anno europeo del patrimonio culturale con la prefazione della presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo, Silvia Costa. La ricerca è proseguita fino al 2023, quando è uscito un volume dedicato: “Economia della bellezza: fenomenologie economiche di un rapporto tra estetica, etica e società“.
Da quel momento in poi, complici le esperienze europee e britanniche, mi sono concentrato su una nuova frontiera: la visitor economy. Anche in questo caso, se sei interessato a saperne di più, trovi il libro “Economia dei visitatori: dal turismo di massa al marketing human to human” disponibile negli store online.
Parallelamente, grazie all’incontro con persone straordinarie che popolano l’ecosistema simtur, un terzo pilastro del mio approccio ha visto la luce con il volume “Nudgers: incoraggiare il cambiamento gentile nella società, nell’ambiente, nell’economia e nel turismo“, a quattro mani con Elisabetta Del Soldato.
Cosa rende il tuo supporto diverso dagli altri?
La mia storia racconta di progetti realizzati per stimolare interazioni coinvolgenti, processi innovativi e dinamiche di impatto nel mondo della cultura e del turismo, con visioni sempre originali e cucite su misura delle realtà locali, facendo leva su 5 dimensioni dominanti:
- le aspettative dei committenti, affrontate con pensiero sistemico
- il benessere delle comunità locali
- la centralità dei visitatori
- la rigenerazione di luoghi e persone
- i diritti delle generazioni future
Ok, d'accordo, ma... quanto mi costi?
Ancora una volta è la mia storia a parlare: decido quali sfide accettare sulla base di parametri molto personali e soltanto quando ritengo che sia pienamente compreso come il mio supporto possa fare la differenza.
Ho coordinato progetti con partenariati complessi e budget molto significativi con la stessa passione con cui assisto una Pro Loco o una prospettiva che mi entusiasma, capace di diventare una buona pratica partendo dal basso.
Con il medesimo criterio, posso permettermi la libertà di considerare la partecipazione pro bono a iniziative che promettano di lasciare un segno o un risultato netto positivo nei territori o per le persone.
Tre speech dimostrativi
In momenti, luoghi e pubblici davvero molto diversi
Economia della bellezza 6:48
Uno spezzone della docuserie “L’ultima transizione: Tra memoria e futuro”, girata a Roma al tempo del Covid, cui parteciparono anche Francesco Rutelli, Ginevra Bompiani. Federico Rampini, Stefano Fassina, Dino Pesole, Domenico De Masi e diversi altri.
Non è petrolio 17:55
Una conferenza organizzata dal Rotary nel Castello di Sannicandro (BA) con la partecipazione dei dirigenti di Regione Puglia impegnati nella missione – poi risultata storica – di ridisegnare il brand Puglia partendo da una visione integrata del patrimonio culturale, dal piano paesaggistico e dalla creazione dell’Agenzia Pugliapromozione.
Patto con l’Italia minore 3:42
Ospite della trasmissione “La regola della sostenibilità“, condotta dal giornalista Toni Augello, mi spingo in un’analisi degli scenari internazionali del turismo e provo a tracciare una visione di futuro per l’Italia – attraverso dati – che promettono grandi opportunità ma anche notevoli criticità, da affrontare attraverso un “patto” con l’Italia “ostinatamente considerata minore“.
Alcune tracce del mio percorso



