Sixteen, clumsy and shy, I went to London and I booked myself in at the Y.W.C.A. I said: «I like it here – can I stay?»

A sedici anni, impacciato e timido, andai a Londra e prenotai un posto alla Y.W.C.A. Dissi: «Mi piace qui, posso restare?»

Questo ritornello del brano “Half a person” degli Smiths sembra raccontare l’inizio della mia storia d’amore con il Regno Unito. Da un lato perché – sedicenne – la scoperta di Londra ha modificato per intero le mie traiettorie. Dall’altro perché le parole e la musica di Patrick Steven Morrissey sarebbero diventate la colonna sonora della mia vita.

Ritorno a Londra

Da Londra al North West

Iscritto all’albo dei Directors

Londra chiama anche da professionista. Per 3 anni sono iscritto all’albo dei Directors presso la U.K. Companies House, con il numero 07113303, dirigendo una società di consulenza di tecnologie dell’informazione con sede a Folkstone, nel Kent.

1066 Country

Rimanendo tra Kent e Sussex, ho avuto modo di seguire lo sviluppo turistico della 1066 Country, una “contea” non segnata da alcun confine amministrativo ma ispirata dalla storia, con riferimento all’anno in cui si svolse la Battaglia di Hastings, che segnò la conquista normanna dell’Inghilterra.
Costituita attorno a Battle – il sito effettivo della Battaglia e sede dell’Abbazia costruita da Guglielmo il Conquistatore – il progetto si è evoluto attorno al 1066 Country Walk: un sentiero di 50 km che collega Pevensey, Battle e Rye, seguendo il percorso storico dell’esercito normanno, ricucendo i percorsi dei fari e delle fortificazioni, tra cui il Castello di Bodiam e il Castello di Herstmonceux.
Oggi quei luoghi sono destinazione di 12,6 milioni di visitatori ogni anno, generando un fatturato di  £ 246,7 milioni di sterline per visite giornaliere, 204 milioni di sterline da pernottamenti e una stima di 627 milioni di spesa turistica nell’area, occupando – direttamente e indirettamente – oltre 12.000 persone.

Se sei interessato a visualizzare un loro business plan (e comprendere le differenze), scarica e consulta il PDF allegato.

London Pass

Il London Pass ha recentemente compiuto 25 anni. Era il 1999 quando venne lanciato ad un prezzo di 22 pounds e consentiva l’accesso a 25 attrazioni, tour ed esperienze nella capitale inglese (oggi sono oltre un centinaio), ma già consentiva di utilizzare il trasporto pubblico, ottenere sconti nei ristoranti e negli hotel.

Un’esperienza che mi fece vedere il futuro e che mi fa chiedere – ancora oggi che le tecnologie hanno compiuto enorme evoluzioni – perché non possa esistere nulla di analogo in Italia…

North West Railway

Erano gli anni delle privatizzazioni rese celebri dal film Full Monty, quando mi trovai ad offrire assistenza alle ferrovie del Nord Ovest del Regno Unito, mentre era in corso l’acquisizione da parte della Northern.
Un’altra esperienza di tecnologia della comunicazione che mi fece comprendere l’importanza di mantenere sempre il viaggiatore al centro. Nasce in quel tempo il claim “Persone in movimento“, che tornerà più tardi nella mia vita professionale e che – in qualche misura – fu antesignana dell’economia dei visitatori.

Liverpool capitale europea della cultura

Nel 2008 la città di Liverpool sarebbe diventata Capitale europea della cultura: con questa notizia nel cuore ho lasciato l’Inghilterra. Comunque in tempo per partecipare al dibattito sugli investimenti e allo sviluppo di una visione che – a fronte dei 60 milioni di euro ricevuti dalla Commissione europea, trovò il governo impegnarne ulteriori 60 – includendo anche Manchester, Merseyside e l’intera regione del North West nella rigenerazione – creando un impatto complessivo di 753 milioni di sterline.

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«Manchester, so much to answer for»

Non riesco a chiudere il tour britannico senza citare Morrissey e gli Smiths, con ammirato tributo a Johnny Marr.
Un cerchio che si chiude, dove tutto è iniziato ma dove nulla finisce.